Un cielo condiviso, una privacy da difendere
La scena è familiare: una giornata di sole, un momento di quiete sul proprio terrazzo, e all’improvviso un drone si libra sopra la testa. I droni sono ormai parte del nostro paesaggio quotidiano: strumenti tecnologici versatili, utilizzati per riprese aeree, controlli tecnici, fotografie o semplici hobby. Ma quando un drone sorvola spazi esterni privati e riprende persone che si stanno rilassando al sole, cosa accade sotto il profilo legale e, soprattutto, della privacy?
Riprese con droni: quando entrano in gioco i dati personali
Ogni volta che un drone è dotato di telecamera o microfono, le immagini e i suoni raccolti possono rivelare l’identità di una persona. In questi casi si parla di trattamento di dati personali, disciplinato dal Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR) e dal Codice Privacy.
Chi utilizza il drone diventa, a tutti gli effetti, un titolare del trattamento, con obblighi di trasparenza, minimizzazione e liceità. Le Linee Guida europee (Opinion 01/2015 e “Guidance on the Use of Drones”, 2022) sottolineano che ogni ripresa deve avere una base giuridica chiara.
Nel caso di una terrazza privata, difficilmente l’operatore potrà invocare un “legittimo interesse”: le immagini raccolte violano la ragionevole aspettativa di riservatezza di chi si trova in un luogo non accessibile al pubblico.
Drone professionale o drone ricreativo: due regole diverse
Non tutti i droni sono uguali agli occhi della legge. Le differenze principali riguardano lo scopo dell’utilizzo e le norme applicabili.
Droni professionali
Si tratta dei droni utilizzati per scopi lavorativi, soggetti al Regolamento ENAC UAS-IT (2021) e ai Regolamenti UE 2018/1139 e 2019/947.
- Registrarsi sul portale D-Flight e apporre il codice QR identificativo sul drone;
- Rispettare i principi di privacy by design e by default, limitando l’angolo di ripresa e oscurando volti o targhe;
- Segnalare l’attività di ripresa con cartelli o luci identificative;
- Conservare i dati solo per il tempo strettamente necessario.
La violazione di tali obblighi può comportare sanzioni del Garante per la Privacy e responsabilità civile o penale.
Droni privati o ricreativi
Quando l’uso è esclusivamente personale – ad esempio un hobbista che filma il proprio giardino – il GDPR non si applica, in virtù dell’“esenzione domestica”. Ciò non significa, però, libertà assoluta: restano valide le norme del Codice Civile e del Codice Penale.
- Art. 615-bis c.p. – punisce chi si procura immagini o suoni di persone all’interno di abitazioni o pertinenze, come giardini e terrazze;
- Art. 2043 c.c. – impone il risarcimento del danno a chi lede ingiustamente la sfera privata altrui;
- Art. 10 c.c. e artt. 96-97 L. 633/1941 – vietano la pubblicazione non autorizzata dell’immagine di una persona.
Anche l’uso “amatoriale” deve quindi rispettare la privacy altrui.
La terrazza come spazio privato tutelato
La giurisprudenza e il Garante per la Privacy sono chiari: terrazze e balconi rientrano tra le pertinenze domestiche, e chi vi si trova ha diritto a non essere osservato o ripreso. L’articolo 14 della Costituzione e l’articolo 8 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’UE tutelano la vita privata e familiare anche negli spazi esterni dell’abitazione, purché non visibili a chiunque.
Riprendere immagini in questi contesti, senza consenso, costituisce quindi una violazione della riservatezza e può legittimare un’azione di diffida, una segnalazione al Garante o, nei casi più gravi, una denuncia penale.
Cosa fare se un drone invade la tua privacy
Se si ritieni che un drone stia violando la propria sfera privata, è importante, prima di tutto, evitare reazioni eccessive come la distruzione del drone: tale condotta, infatti, può integrare un reato.
Viceversa, può risultare più opportuno fotografarlo o riprenderlo, acquisire testimoni, appuntarsi orari e direzione di volo, cercare di identificare l’operatore che lo comanda, chiedergli chiarimenti e negare il consenso alla ripresa.
Infine, può essere consigliabile segnalare l’accaduto al Garante Privacy oppure denunciare il fatto alle autorità competenti.
Il Garante per la Protezione dei Dati Personali ha più volte ribadito che l’uso di droni in grado di registrare spazi privati senza consenso costituisce una violazione dei principi di proporzionalità e minimizzazione dei dati.
Tecnologia e diritti: un equilibrio necessario
Il cielo è uno spazio condiviso, ma la privacy resta un diritto individuale. L’innovazione deve convivere con la tutela della persona: chi utilizza un drone – per lavoro o per passione – deve conoscere i propri limiti e agire con consapevolezza e responsabilità.
Anche nel cielo digitale, la privacy è un diritto da difendere.






