Dopo aver conseguito il diploma di maturità linguistica presso il Liceo “Don G. Fogazzaro” di Vicenza, si è laureata presso l’Università degli studi di Verona discutendo una tesi dal titolo “Gli incerti confini del diritto all’oblio fra tutela della privacy storica ed esercizio del diritto di cronaca”. Iscritta all’albo degli Avvocati di Vicenza da gennaio 2021. Sulla base dell’esperienza sino ad oggi maturata, si occupa di assistenza e consulenza in ambito civile, stragiudiziale e contenzioso, con particolare interesse al settore del diritto del lavoro, della responsabilità da sinistri stradali e del recupero crediti. Specializzata in diritto industriale ed intellettuale, con particolare riferimento al diritto d’autore e dello spettacolo. Entra a far parte dello Studio Legale PDN a Luglio 2025.

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Licenziamento disciplinare e social network: confini di legittimità alla luce della Cassazione

Licenziamento disciplinare e social network: confini di legittimità alla luce della Cassazione L’uso dei social media da parte dei dipendenti pone questioni sempre più frequenti in tema di licenziamento disciplinare. Commenti, post e condivisioni online possono incidere sul rapporto fiduciario e sull’immagine aziendale, ma non ogni espressione critica giustifica la sanzione espulsiva. Per imprenditori, amministratori…

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La responsabilità delle pubbliche amministrazioni per violazioni privacy: il caso ATS Milano e l’ordinanza Cass. civ., Sez. I, n. 28385/2023

La Cassazione, con l’ordinanza n. 28385/2023, ha confermato che il Garante Privacy può irrogare sanzioni anche alle pubbliche amministrazioni. Il caso ATS Milano – sanzionata per vulnerabilità nel sistema “Milano COR” – ribadisce che il GDPR si applica integralmente anche agli enti pubblici, che devono garantire privacy by design, misure di sicurezza adeguate e valutazioni d’impatto. Nessuna “immunità” è ammessa: anche in emergenza sanitaria permane l’obbligo di proteggere i dati personali. Lo Studio assiste enti e PA nell’adeguamento ai requisiti GDPR e nella gestione dei procedimenti dinanzi al Garante.

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Il provvedimento n. 474/2025 del Garante Privacy: il dossier sanitario tra consenso, sicurezza e responsabilità del titolare

Il Garante Privacy, con il provvedimento n. 474/2025, ha sanzionato l’AOU Careggi per 80.000 euro per l’illiceità del proprio dossier sanitario elettronico. L’Autorità ha rilevato assenza di consenso esplicito, informative obsolete, mancata possibilità di oscurare eventi clinici e profili di accesso non conformi ai principi di minimizzazione e sicurezza. La decisione ribadisce che il dossier sanitario richiede consenso specifico, privacy by design, tracciamento degli accessi e misure tecniche adeguate. Le strutture sanitarie devono aggiornare sistemi, informative e procedure per garantire piena conformità al GDPR. Lo Studio supporta enti e operatori nella verifica e nell’adeguamento dei sistemi di gestione del dossier sanitario.

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Smart working e controllo dei lavoratori: il caso ARSAC e i limiti della geolocalizzazione

Il Garante Privacy, con il provvedimento n. 135/2025, ha dichiarato illecito il sistema di geolocalizzazione continua usato da ARSAC per controllare i dipendenti in smart working, ritenendolo sproporzionato e contrario ai principi del GDPR e dello Statuto dei Lavoratori. La decisione ribadisce che ogni controllo deve essere necessario, trasparente e non invasivo: la produttività non può giustificare la sorveglianza dei lavoratori.

Un cielo condiviso, una privacy da difendere

I droni sono ormai parte del paesaggio quotidiano, ma quando sorvolano terrazze o giardini privati possono violare la privacy. Le riprese che identificano persone costituiscono trattamento di dati personali e sono soggette al GDPR e al Codice Privacy. Solo chi ha una base giuridica chiara può effettuare tali riprese; altrimenti si rischiano sanzioni e responsabilità. Anche l’uso ricreativo non esonera dal rispetto della riservatezza altrui: terrazze e balconi sono spazi tutelati dalla legge. Il cielo è condiviso, ma la privacy resta un diritto da proteggere.