Sangue infetto e responsabilità civile: la Cassazione ribadisce l’onere motivazionale riferito al nesso di causa

Con l’ordinanza n. 22388/2025, la Cassazione ha ribadito che, nei casi di emotrasfusione con sangue infetto, il giudice può discostarsi dalle conclusioni del c.t.u. solo con motivazione puntuale e coerente, fondata sul criterio del “più probabile che non”. La presenza di concause non esclude il nesso eziologico, che va accertato attraverso un’analisi rigorosa e motivata delle prove disponibili.